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Tabriz, Hisphan, Nain, Kashan, Qom, Garagè, Ushak, Konya, Kazak, Shirvan, ecc. non sono che i nomi delle città di provenienza; naturalmente ogni città o famiglia nomadica produce particolari disegni e colori, che ancora oggi vengono tramandati di generazione in generazione.
Il floreale Kashan è quasi sempre riconoscibile da un medaglione centrale con quattro cantonali; il rosso e il blu costituiscono i suoi colori predominanti.
L'elegante Nain, con un 10% di seta che tocca i contorni dei suoi fiori, è inconfondibile per i suoi colori panna e azzurro, panna e blu o panna e rosso, più raramente il verde.
Così anche Qom, Hisphan, Mashad e le altre città di provenienza si distinguono per i loro disegni e peculiarità.
Altra cosa è parlare di finezza del tappeto, della quantità di nodi per cmq. In Tabriz ad esempio, Persia nord-occ., vengono annodati tappeti con 30 raj (circa 30 nodi per cmq), fino a 60 raj (800 nodi per cmq); raramente si trovano i 70 raj spesso tramati in seta, con 900 nodi per cmq.
Ecco perché un Tabriz di 2 metri per 3 da 20 raj, ha un valore sul mercato italiano di 300/350 euro, mentre per un 2x3 da 60 raj con molta seta e un ramage fitto, si spendono alcune migliaia di euro.
Non è dunque il nome, la città o il paese di provenienza che da soli possono determinare il pregio di un tappeto, ma l'insieme dei fattori tecnici sopra citati, che uniti all'abilità e al gusto del tessitore creano un manufatto unico e di pregio.
Da qualche anno il Pakistan è diventato, a ragione, uno dei paesi leader nelle esportazioni di tappeti nel mondo. Con grande maestria riproduce tappeti antichi con lane ritorte a mano e colori vegetali. Persino l'Iran fatica a competere nel realizzare queste qualità.
I grandi magazzini Marotta sono colmi di autentici capolavori d'arte, antichi e contemporanei, ricchi di storia dall'Europa all'Oriente. | |